Camp Nou e Museo del F.C. Barcelona

INDIRIZZO: Carrer de Aristides Mallol, entrata nº7
COME ARRIVARCI: Metro L5 Badal/Collblanc
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STORIA E CURIOSITÁ:

Il Camp Nou, conosciuto anche come Nou Camp, è uno stadio di calcio sito a Barcellona, in Spagna. Con una capacità di 98.772 spettatori è il più capiente stadio di Spagna e di tutta l’Europa, davanti al nuovo impianto londinese di Wembley (90.000) e allo Stadio Lužniki di Mosca (84.745).
Lo stadio ospita le partite casalinghe della prima squadra calcistica del Futbol Club Barcelona. Il nome ufficiale della struttura fu fino alla stagione 2000-2001 Estadi del Futbol Club Barcelona. Un referendum tra i soci decretò il cambiamento del nome ufficiale in Camp Nou, denominazione con la quale l’impianto era indicato informalmente dal 1957, anno della sua costruzione in sostituzione del vecchio stadio di Les Corts. Vicino all’imponente struttura sono presenti altre installazioni del club come La Masia e il Mini Estadi, lo stadio in cui giocano il Futbol Club Barcelona Atlètic e la nazionale di Andorra.

Il Camp Nou è stato spesso utilizzato anche per eventi extra-calcistici, numerose star internazionali come Michael Jackson, U2, Pink Floyd e Bruce Springsteen si sono esibite in concerto al Camp Nou. Molti altri artisti, fra cui lo stilista Dirk Bikkembergs, hanno avuto la possibilità di utilizzare l’impianto per mostre e sfilate.

Il Camp Nou fu inaugurato il 24 settembre 1957, tre anni dopo la posa della prima pietra, sotto la presidenza di Francesc Miró-Sans, che spese 288 milioni di pesetas per sostituire il vecchio impianto di Les Corts e per rispondere al Real Madrid che da poco aveva eretto l’ Estadio Santiago Bernabéu. Per l’occasione fu organizzata una amichevole contro il Legia Varsavia battuto per 4-2, il primo gol segnato nel nuovo stadio fu di Eulogio Martínez. Inizialmente era previsto che il nuovo stadio portasse il nome del fondatore del club Joan Gamper ma viste le opposizioni di molte autorità dell’epoca, la giunta direttiva optò per un nome più sobrio: Estadio del Club de Fútbol Barcelona. Nel 2001 con Joan Gaspart il nome dello stadio fu ufficialmente cambiato in Camp Nou. Il nuovo stadio sostituiva il Campo de Les Corts e consentiva uno spettacolare incremento della massa sociale del FC Barcelona. Nacque dalla matita degli architetti Francesc Mitjans, Lorenzo García Barbón e Josep Soteras. La capacità iniziale era di 93.053 posti che fu aumentata a 121.749 in occasione dei Mondiali del 1982, e successivamente ridotta agli attuali 98.772.

Il Camp Nou ha ospitato due finali di Coppa dei Campioni/UEFA Champions League: il 24 maggio 1989 quando il Milan di Arrigo Sacchi travolse la Steaua Bucarest per 4-0 e il 26 maggio 1999 in occasione della rocambolesca finale tra Manchester United e Bayern Monaco. In totale sono cinque le finali europee svoltesi al Camp Nou a cui si aggiungono le numerose finali di Coppa del Re e le partite delle fasi finali dell’ Europeo del 1964 e del Mondiale del 1982. Lo stadio ospita El Museu del Barça, inaugurato nel 1984 sotto la presidenza di Josep Lluís Nuñez, è il museo più visitato della Catalogna.

Sarà l’architetto inglese Norman Foster a rinnovare l’impianto catalano, dal punto di vista tecnico verranno aggiunti dieci nuovi livelli che porteranno la capienza a 104.000 spettatori, inoltre verrà creata una copertura che proteggerà gli spettatori dagli agenti atmosferici ma che allo stesso tempo grazie alla sua mobilità consentirà alla luce del sole di raggiungere il terreno di gioco. Saranno inoltre costruiti nuovi parcheggi sotterranei, nuovi spogliatoi e una nuova tribuna autorità. La novità più interessante però riguarda la facciata esterna che sarà completamente ricoperta da pannelli rossi, blu, dorati e bianchi e che di notte saranno illuminati per creare spettacolari giochi di luce, un po’ come accade già all’Allianz Arena di Monaco di Baviera.

L’intera facciata dello stadio sarà come un mosaico che riprenderà i colori della squadra (blu e granata) e i colori della bandiera catalana (giallo e rosso). Per il mosaico Foster si è dichiaratamente ispirato a Gaudí, riscoprendo la tecnica centennale del trencadís, resa celebre proprio dal grande artista spagnolo. I lavori non impediranno al barça di giocare le partite casalinghe nel loro storico stadio.

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